LO SPETTACOLO
La storia racconta delle avventure di un burattino di legno che, in un lungo e tormentato percorso di maturazione, riesce infine a diventare un bambino vero. Tutto ha inizio quando, nella propria bottega, il falegname mastro Ciliegia si rende conto che il ciocco di legno che si sta accingendo a lavorare è animato e in grado di parlare. Spaventato, decide di rifilare il legno incantato al suo amico Geppetto. Pinocchio evidenzia subito la propria inclinazione a compiere delle marachelle ed infatti scappa dal babbo e inizia il suo viaggio. Ad accompagnarci tra le avventure e le disavventure di Pinocchio, ci sarà la Fata turchina, i furfanti Gatto e Volpe, Mangiafuoco, Lucignolo e molte altre creature fantastiche. Si parlerà di mistero, di paure, di gioia, di stupore, d’inganno, di affetto, il tutto condito da ironia e da una nota di realismo che, comunque, permeava il testo di Collodi.
Una messa in scena nella quale è fondamentale sia l’approccio che mira ad allontanarsi dall’immagine troppo edulcorata del burattino disneyano, sia l’intento dichiarato di rimanere quanto più fedeli al testo tradizionale. La scena richiamerà l’idea di un baraccone teatrale/circense polveroso, un po’ consumato, un po’ antiquato e racconterà di un burattino che dovrà, suo malgrado, fronteggiare mirabolanti peripezie, ognuna di esse a rappresentare una conquista, un importante tassello nel percorso della sua crescita e della sua formazione di bambino. In questa messa in scena rinnovata nella scenografia e nel testo reso ancora più immediato ed evocativo, si sfrutterà l’uso delle maschere che daranno volto ai vari personaggi e anche dei pupazzi che dialogheranno tra loro e con gli stessi personaggi/attori, per far immergere gli spettatori nella dimensione dello stesso burattino Pinocchio. In un continuo dialogo tra attori e pupazzi, tra maschere e persone, tra realtà e fantasia. L’intento dello spettacolo è ritrovare quella forza originale del testo che nel tempo si è perduta, quell’atmosfera un po’ polverosa e usurata, ma anche reale e ironica.
CREDITI
Autore originale:
Carlo Collodi
Regia e adattamento:
Francesca Zava
Cast:
Katiuscia Bonato
Silvio Pasqualetto
Francesca Zava
Musiche:
Edoardo Fainello
Costumi:
Elena Gray
Scenografia:
Francesca Zava
Produzione:
Centro Teatrale Da Ponte
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