“Terramò vol III” Rione Terra - Pozzuoli
4 - 5 - 6 - 7 settembre ore 18.45
(Spettacolo itinerante)
Di e con Pako Ioffredo
e con in o.a.
Demi Licata, Giorgio Pinto, Ingrid Sansone.
Musica e voci di Pino Ruffo
#### *La partecipazione all' evento è gratuita fino ad esaurimento posti.*
Per prenotare è necessario inviare una mail all'indirizzo
aW5mb2NhbnRpZXJldGVycmEgfCBnbWFpbCAhIGNvbQ== specificando nell'oggetto la data per cui si è interessati.
La prenotazione risulta accolta a ricevimento di risposta.
📝 “Essere Flegrei significa incarnare in se due sentimenti apparentemente contrastanti ma indispensabili nell’insieme: L’esplosività creativa e la forza distruttiva.
Un paese di natura vulcanica non può non condizionare il nostro essere.
Pozzuoli è stata linfa vitale per la mia creazione.
Il dialetto puteolano, una lingua materna che mi permette di continuare un legame profondo con le mie radici anche nella distanza necessaria dei miei esili. L’idea di raccontare le storie del Rione Terra nasce prevalentemente da racconti, ricordi, dalle storie in puteolano ascoltate in famiglia, nasce dall’amore profondo per la mia terra e certamente dalla rabbia nel vedere dimenticati e calpestati nel tempo, pezzi importanti di memoria storica.
Per “memoria” intendo non soltanto quella legata al meraviglioso patrimonio archeologico ereditato dal tempo ma soprattutto a quella più strettamente connessa alle abitudini, alle credenze, al modus vivendi di un popolo che fino agli anni settanta - ovvero fino alla grande crisi bradisismica e la dismissione delle fabbriche - riusciva ad incarnare un sentimento identitario , “sentimento” oggi frammentato, nei diversi quartieri periferici, dislocati, lontani, che cercano invano di dialogare.
Spero attraverso Terramò di essere riuscito a raccontare l’esilio tenace della memoria.
Un microcosmo di significati che potremmo estendere paradossalmente anche
alla nostra Europa malata di Alzheimer.”
Cito Pavese che da sempre mi accompagna:
"Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti. Ma non è facile starci tranquillo."
Pako Ioffredo