Designing for living togetherIn a world marked by disconnections, fragmentations, and conflicts, more than ever, the urgency of participatory design is to become an agent of peace, dialogue and coexistence. How can participatory design facilitate living together?PDC 2026 will be an opportunity to discuss research and applied programs, projects, and initiatives where participatory design and co-design have been used to foster dialogue, to create or reconcile communities, to give voice to people or entities who have not voice, to nurture solidarity, to negotiate, to create contexts of conviviality, to tackle even the unmanageable issue of wars and conflicts due to societal, political, economic and climate reasons.Challenges design must face are related to take care of the others and the planet, counteract marginalisation, prevent conflicts, alleviate the consequences of any conflictual circumstance, and rebuild conditions of peace and dialogue. In all situations, peace is not a product, but a process: to contribute meaningfully, participatory design must first understand why a community struggles to live in peace and focus on how to reactivate communities and heal conflict damages for individuals and the social fabric of a territory.In addressing the evolving landscape of participatory design, the role of digital technologies is critical: understanding, designing, and using digital technologies for peace, dialogue, and co-existence today is to locate and mobilize diverse agencies. This involves recognizing the interconnectedness of all entities— human, non-human, and technological—and learning how to harness and govern our interdependencies rather than corralling complexity. Digital technologies are not merely tools for individual or human-centric use, but integral to the fabric of a global and interspecies society.Engaging with peace and conflict means going to the origins of participatory design as a democratic tool for conflict mitigation and resolution. PDC 2026 will explore its political dimension, investigating how participatory processes can foster peacebuilding, social justice, and transformative change.Progettare per vivere insiemeIn un mondo segnato da disconnessioni, frammentazioni e conflitti, oggi più che mai il participatory design deve diventare uno strumento di pace, dialogo e coesistenza. Come può il participatory design aiutare le persone a vivere insieme?PDC 2026 sarà un’occasione per discutere ricerche, programmi, progetti e iniziative in cui il participatory design e il co-design sono stati usati per promuovere il dialogo, creare o ricostruire comunità, dare voce a persone o soggetti che non vengono ascoltati, sostenere la solidarietà, negoziare, creare contesti di convivenza e affrontare anche temi molto complessi, come guerre e conflitti causati da ragioni sociali, politiche, economiche e climatiche.Le sfide che il design deve affrontare riguardano la cura degli altri e del pianeta, il contrasto alla marginalizzazione, la prevenzione dei conflitti, la riduzione delle conseguenze delle situazioni conflittuali e la ricostruzione di condizioni di pace e dialogo. In tutti questi casi, la pace non è un prodotto, ma un processo. Per contribuire in modo significativo, il participatory design deve prima capire perché una comunità fatica a vivere in pace e poi concentrarsi su come riattivare le comunità e curare i danni causati dai conflitti alle persone e al tessuto sociale di un territorio.Nel contesto attuale del participatory design, il ruolo delle tecnologie digitali è molto importante. Capire, progettare e usare le tecnologie digitali per la pace, il dialogo e la coesistenza significa riconoscere e attivare diverse forme di azione. Questo richiede di vedere le relazioni tra tutti i soggetti coinvolti: umani, non umani e tecnologici. Significa anche imparare a usare e governare le nostre interdipendenze, invece di semplificare una complessità che non può essere ridotta. Le tecnologie digitali non sono solo strumenti per l’uso individuale o umano, ma fanno parte del tessuto di una società globale e interspecie.Parlare di pace e conflitto significa tornare alle origini del participatory design come strumento democratico per ridurre e risolvere i conflitti. PDC 2026 esplorerà la sua dimensione politica, analizzando come i processi partecipativi possono sostenere la costruzione della pace, la giustizia sociale e il cambiamento trasformativo.
Read more