"CASCANDO!"
scritto e diretto da Pietro Dattola
con Flavia Germana de Lipsis
Una produzione DoveComeQuando / Festival Inventaria
* Dall'autore vincitore del Premio Internazionale Flaiano under 30 2005, Oddone Cappellino 2004, Premio
europeo di drammaturgia 2007, CTAS Oltreparola 2004 under 30, Matilde di Canossa-Corte Ospitale 2009
* Premio alla recitazione Festival DOIT 2022 - VI edizione
Esercitazioni sceniche sul finire
Quando invece si poteva dormire
Atto unico ironico-esistenziale
per esseri mortali professionisti
Tema: La fine!
Svolgimento: in caduta! (più o meno libera)
Cascando! è uno spettacolo ironico-esistenziale e parla della fine.
Non la fine della giornata, la fine del mese, la fine dell'anno.
Proprio... la Fine.
E ne parla con leggerezza, con immaginazione, con poesia e con tre vocine nella testa di Anna, la protagonista, che cercano di farla andare finalmente a letto a dormire.
Anna infatti di giorno è come me, come te, come tutti - fa quello che deve fare, insomma -
ma la notte
ma la notte...
...ma la notte, come diceva il poeta, la notte no.
La notte, nel silenzio, Anna sente il cuore battere e allora pensa che un giorno non batterà più. E allora non dorme e si affanna a trovare un senso a tutto, se c'è:
va in discoteca
va in palestra
va dal suo Maestro
va in un campo sotto il cielo stellato
va...
va a cercare un senso
ma nel frattempo cade
È un inciampo continuo ed imprevedibile
Come se ne esce?
Si cerca uno svago, una disciplina, una fede, un confronto, un
ascolto, anzi “un ausculto” ma soprattutto qualcosa che ci dica a gran voce che no, finire non è poi la fine del mondo ammesso e assolutamente non concesso che esista poi davvero una fine del mondo.
Finire è il sublime, spassionato, irripetibile mestiere di ogni essere
mortale professionista.
E allora intanto buttiamoci - alè!
Per finire (e per dormire) c'è sempre tempo!
SABATO 14 MARZO 2026 ORE 21.00
BIGLIETTI
UNICO: 8 EURO
PER PRENOTAZIONI
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WATHSAPP
+39 3482402746
+39 3283016410
Inizio spettacolo ore 21.00
Si comincia quando ci sono tutti.
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RECENSIONI
"...una magnetica Flavia Germana de Lipsis riesce a trascinarti
in un punto, forse il più profondo dell’animo umano,
dove sogno e realtà a volte si incontrano."
"Cascando! è un testo complesso che ci mostra un’umanità
fragile e indifesa, una donna che non ha ancora imparato a
camminare dritta come gli altri e che piuttosto si sente solo
“cadere”."
"Anna, spogliata di tutte le sue sicurezze, nella sorda necessità
di riempire le paure primordiali della solitudine, del
vuoto e della morte, ci accompagna nella sua notte insonne
attraverso un flusso irrefrenabile di pensieri e di domande
esistenziali: «Se galleggio senza andare a fondo ti sembra
poi la fine del mondo?»."
"Chi ha potuto assistere a questo piccolo capolavoro ha
avuto la fortuna di essere trasportato in un luogo senza
spazio e senza tempo, dove molto labile è il confine tra
presa di coscienza e follia, dove non è chiaro quando inizi
la dimensione onirica e finisca la realtà."
fonte: DRAMMA.IT
"A questo gioiello drammaturgico, produzione
DoveComeQuando, il compito di aprire le
danze, fuori concorso, della recente edizione
del Festival Inventaria."
"Teatro off di altissimo livello"
"Si percepisce un valore aggiunto al loro lavoro
che è la ricerca in scena di un significante originale
per la drammaturgia pensata, affidato alle sensazioni
del pubblico in sala. “Cascando” spiazza,
commuove, coinvolge ma non ci racconta una
storia. È esso stesso allenamento per una storia.
Per mille storie. È la traduzione in scena di quel
qualcosa di inafferrabile che spesso accade di
notte, che ci condiziona nel risveglio, che ci consuma
nell’insonnia. È la paura di provare paura.
("Ho paura e temo che la mia paura mi tremi contro")"
fonte: THEPARALLELVISION.COM
"Tre Anna diverse che in fondo sono la stessa, dialogano con
ironia e raffinatezza su un tema complesso e mai del tutto sviscerato.
La fine appunto, la fine di qualcuno che non ha imparato
a camminare dritto come gli altri e che piuttosto si sente
solo “cascare” e non solo di notte. Qualcuno che ha bisogno di
ascoltarsi, o meglio “auscultarsi” il cuore, per essere certa che
non abbia mancato un battito e se poi manca… Dove ripescarlo?
Come recuperare? È davvero così che arriva la fine?"
"E’ un continuo inciampo di domande senza risposta questo
monologo, che tuttavia tiene il ritmo perfettamente, lasciando
ben sveglia pure l’attenzione del pubblico, oltreché della nostra
piccola eroina insonne."
"E’ tutto azzeccato, il testo, la regia, la recitazione, i colori. Sì, i
colori, il rosso e il nero che si intrecciano, nera la notte, rosso il
colore convenzionalmente attribuito al cuore, che qui campeggia
in forma di enorme neon lampeggiante."
"Impossibile non apprezzare un esperimento scenico così particolare
e profondissimo, suffragato da un recitato prezioso e
sempre più raro, che ha letteralmente incantato il pubblico"
fonte: FERMATASPETTACOLO.IT
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