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Vernissage "Vecchi Cristi e Madonne. Quel che resta."

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Vernissage "Vecchi Cristi e Madonne. Quel che resta."


Ho il piacere di invitarvi al vernissage della mia mostra personale "Vecchi, Cristi e Madonne. Quel che resta"

l'evento avrà luogo
MERCOLEDÌ 31 AGOSTO dalle ore 18:00 alle ore 21:00

La mostra sarà presentata da Paolo Blendinger e durante la serata un esperto vi proporrà una degustazione di birre artigianali.

La mostra sarà visibile fino al 30 settembre 2016.

Orari apertura galleria
Lunedì-venerdì 08:00-12:00 / 14:00-18:30
Sabato 09:00-12:00


"Vecchi, Cristi e Madonne. Quel che resta"

Una serie di visi, persone anziane svolte con una pittura rarefatta in cui si alternano tratti descrittivi di ricordo Seicentesco e parti astratte, non dipinte, luoghi d’assenza. Questi vecchi ci guardano e c’interrogano confrontandoci coi loro tratti segnati dal tempo e dall’esperienza, i volti sono scavati, calati in una quasi-monocromia dominata dai grigi come se fossero della stessa materia delle pareti rocciose delle nostre valli, sembianze, apparenze... fissate, immobili.

In quest’ultimo ciclo pittorico Patrizia Mancuso, che si è avvicinata alla pittura non più di 7 anni fa con una fede ed una dedizione rara, ci propone quello che è forse il tema centrale dell’arte: il volto.
Dal profilo storico e di concetto, la nostra cultura affida a questo tema l’essenza ultima di ogni rappresentazione, simbolicamente dal momento preciso in cui il volto del Cristo, che una mano pietosa aveva asciugato dal sudore nella Via Crucis, è rimasto impresso nella Veronica, letteralmente la vera icona, la vera immagine.
Ed allora se quel volto rappresenta l’immagine assoluta non è affatto casuale che proprio a questo tema siano state affidate le ricerche di alcuni dei massimi artisti del nostro passato da Rembrandt a Medardo Rosso, da Jawlensky a Francis Bacon, artisti che sono andati oltre la verosimiglianza di quello che consideriamo il ritratto per giungere ad una sorta di immagine speculare in cui si riflette ognuno di noi, primo fra tutti l’autore stesso in un approccio che diventa meditazione – riflessione appunto – sul nostro destino, sul nostro errare.
In Mancuso la figura umana è sempre stata al centro della sua indagine fin dai suoi esordi. Quasi sempre era una figura femminile posta in ambientazioni estranianti, composizioni in cui si ponevano gli stilemi delle proprie inquietudini e paure e ansie.
Qui qualcosa di nuovo che si è originato dal ritratto dell’anziano padre, dall’esigenza di una figlia per un confronto a lungo rimandato, un confronto che attraverso la malattia e l’età si è imposto in modo perentorio.
Non poteva l’artista sfuggire, rimandare quell’incontro che poi si è ampliato per empatia a tutto un mondo generazionale circostante, quasi fossero quegli anziani, loro quali individui e non lo spazio, l’ambiente in cui il padre vive.
Con assoluta coerenza la Mancuso ha riproposto un contesto, esattamente come come in precedenza le sue figure femminili erano poste in corridoi di alberghi abbandonati, e giardini, e piscine e teatri.
Tutto implode su questo padre da persona a persona.
Inedita è anche la pittura, quella deflagrazione formale tra rappresentazione e vuoto, quell’insistenza gestuale della descrizione e quel lasciar via, sorta di incompiuto che affida allo spettatore, alla sua visione interiore, il completamento dell’immagine.
Uno dei grandi artisti sopra citati giunse nella sua ultima opera all’ Ecce Homo chiudendo idealmente il cerchio il cui punto di partenza avevamo individuato nella Veronica: Mancuso chiude provvisoriamente il suo ciclo dei volti con delle Madonne e bambino, proponendoci ancora una volta una curiosa specula d’immagini in cui riaffiora il suo lato Pop con quell’ironia ed un pizzico di provocazione che traspare anche nel titolo che ha voluto dare alla sua mostra …

Paolo Blendinger
Torricella, 13 agosto 2016



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Map Galleria Il RAGGIO, via Giacometti 1, 6900 Lugano, Lugano, Švýcarsko
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Patrizia Mancuso, Artist
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