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Davide Enia - L'abisso

Wed Sep 09, 2020
Davide Enia - L'abisso

Time Wed Sep 09 2020 at 09:30 pm to 11:00 pm

Musei di San Domenico, forli, Italy

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Davide Enia - Labisso Davide Enia - L'abisso
DAVIDE ENIA
L'ABISSO
musiche composte ed eseguite in scena da GIULIO BAROCCHIERI

co-produzione Accademia Perduta/Romagna Teatri, Teatro di Roma - Teatro Nazionale, Teatro Biondo Palermo

Spettacolo vincitore del Premio UBU 2019 – “miglior nuovo testo italiano”, Premio Le Maschere del Teatro 2019 a Davide Enia come “miglior interprete di monologo”, Premio Hystrio Twister 2019 - “miglior spettacolo della Stagione”.

Il primo sbarco l’ho visto a Lampedusa assieme a mio padre. Approdarono al molo in tantissimi, ragazzi e bambine, per lo più.
Io ero senza parole. Era la Storia quella che ci era accaduta davanti. La Storia che si studia nei libri e che riempie le pellicole dei film e dei documentari.
Ho trascorso molto tempo sull’isola per provare a costruire un dialogo con i testimoni diretti: i pescatori e il personale della Guardia Costiera, i residenti e i medici, i volontari e i sommozzatori. Rispetto al materiale che avevo precedentemente studiato, in quello che stavo reperendo di persona c’era una netta differenza: durante i nostri incontri si parlava in dialetto. Si nominavano i sentimenti e le angosce, le speranze e i traumi secondo la lingua della culla, usandone suoni e simboli. In più, ero in grado di comprendere i silenzi tra le sillabe, il vuoto improvviso che frantumava la frase consegnando il senso a una oltranza indicibile. In questa assenza di parole, in fondo, ci sono cresciuto. Nel Sud, lo sguardo e il gesto sono narrativi e, in Sicilia, «‘a megghiu parola è chìdda ca ‘un si dice», la miglior parola è quella che non si pronuncia.
Ne L’abisso si usano i linguaggi propri del teatro (il gesto, il canto, il cunto) per affrontare il mosaico di questo tempo presente.
Quanto sta accadendo a Lampedusa non è soltanto il punto di incontro tra geografie e culture differenti. È per davvero un ponte tra periodi storici diversi, il mondo come l’abbiamo conosciuto fino a oggi e quello che potrà essere domani. Sta già cambiando tutto. E sta cambiando da più di un quarto di secolo. (Davide Enia)



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About The Host: Intervento di Patrick Leech Ass.re Cultura del Comune di Forlì ll teatro e lo spettacolo costituiscono un ambito fondamentale per la vita culturale di una città. Mi viene da dire che questo fatto, evidente in sé, ha particolare importanza in Romagna, territorio con una tradizione consolidata. Il teatro è il luogo per eccellenza dove la società si riflette, si interroga; luogo di libero gioco, talvolta antitetico alla vita istituzionale ed economica di una comunità ma, anche per questo, luogo che fornisce uno spazio fisico e mentale tale da potersi allontanare momentaneamente dalle costrizioni del quotidiano ed elaborare pensieri e sentimenti nuovi. L’Amministrazione Comunale, quindi, vuole garantire che il Teatro della città continui a giocare questo ruolo di perno della vita culturale, anche attraverso un ampliamento del suo pubblico verso le nuove generazioni e dando spazio maggiore alla dimensione contemporanea. L’Amministrazione Comunale, quindi, vuole garantire che il Teatro della città continui a giocare questo ruolo di perno della vita culturale, anche attraverso un ampliamento del suo pubblico verso le nuove generazioni e dando spazio maggiore alla dimensione contemporanea. Questa è stata la riflessione che ha portato il Comune ad aprire il Teatro Diego Fabbri ad una progettualità nuova, attraverso una nuova direzione artistica composta da un gruppo autorevole e con grande esperienza professionale: Ruggero Sintoni, Claudio Angelini, Lorenzo Bazzocchi e Claudio Casadio. La loro proposta si è tradotta nella stagione del Diego Fabbri 2012-2013. La novità principale, resa possibile anche attraverso le sinergie che questa direzione artistica ha portato con le realtà già esistenti sul territorio, è riscontrata nell’ampliamento dell’offerta culturale che affianca le stagioni consolidate di prosa, danza ed operetta con stagioni di teatro moderno, contemporaneo, comico e family. Una proposta sicuramente invidiabile, per quantità e qualità dell’offerta e che rappresenterà un trampolino di lancio per il teatro forlivese nei prossimi anni in termini di innovazione e sperimentazione. È quindi con grande piacere che l’Amministrazione Comunale presenta questa stagione al pubblico e rivolge un ringraziamento sincero agli sforzi dei nuovi direttori artistici e alla squadra del Teatro che ha lavorato e lavorerà per la sua realizzazione. Patrick LeechAssessore Cultura del Comune di Forlì Intervento di Ruggero Sintoni, Claudio Casadio, Lorenzo Bazzocchi, Claudio Angelini Direzione ArtisticaTeatro Diego Fabbri Forlì La stagione 2012/13 del Teatro Diego Fabbri di Forlì si caratterizza nella necessità di costruire una prossimità tra le forze del “pubblico” e quelle del “territorio” per la definizione di una visione che sia al contempo singolare e “in comune”. In questo senso l’operare si è aperto verso la maturata convinzione di un “Cartellone” che veda rappresentate tutte le espressioni legate al teatro, alle arti coreutiche e performative, siano esse strettamente attinenti al portato della tradizione, siano esse legate a concetti, quali sperimentazione e ricerca, che, ultime in ordine di “apparizione”, non lo sono certamente come valenza ed importanza per la reale crescita nostra e delle future generazioni. >> Questo agire presuppone l’avvio di un intenso laboratorio che metta in connessione atti di pensiero, concatenamenti, condivisione orizzontale di esperienze creatrici. Vediamo nascere possibilità solo ieri impensate e la messa in comune di luoghi evidentemente solo immaginati distanti. Vorremmo che questa urgenza venisse accolta come necessaria “rivoluzione”, non certamente come accomodamento di risorse e servizi offerti. Vorremmo che si percepisse che la spinta va al di là dell’essere “al passo con i tempi”. Vorremmo credere che si possa procedere verso ricerca e consolidamento. A dire il vero all’orizzonte giace il desiderio di una condivisione che non sembra appartenere ad un naturale mostrarsi quanto alla necessità di esprimere nuovamente il concetto di “Teatro Nuovo”. Ruggero Sintoni – Claudio Casadio – Lorenzo Bazzocchi – Claudio Angelini
Website Link: http://www.teatrodiegofabbri.it/
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