

# Event Details

- **Event Name**: ascoltiamo con Forthyto il suo cd-book “Forthyto rilegge Maul di Enzo Del Re", edito da Squilibri
- **Event Start and End Date**: Wed, 11 Feb, 2026 at 09:00 pm – Wed, 11 Feb, 2026 at 10:00 pm
- **Event Description**: Mercoledì 11 febbraio 2026, dalle ore 21, a “Storie del vecchio Sud”, a Bari in via Buccari 120, ascoltiamo con Vito “Forthyto” Quaranta il CD che è parte del cd-book “Forthyto rilegge Maul di Enzo Del Re”, pp. 56, foto e disegni a colori, edito da Squilibri Editore .Seguono dei testi di presentazione del lavoro fornitaci da Vito “Forthyto” Quaranta, che ringraziamo per aver accettato il nostro invito.Forthyto rilegge “Maul” di Enzo Del Re “E fallo tu io ti vengo a sentire” mi disse. Erano i primi anni novanta e avevamo inaugurato da poco tempo una nuovissima associazione e al secondo anno della nostra rassegna ebbi l’idea di coinvolgere Enzo Del Re per un concerto dove appunto ero intenzionato a ristrutturare e rileggere la forma poetica di uno dei suoi lavori, “Maul”. Ero poco più che un ragazzino quando uno dei miei fratelli acquistò il disco “Maul” ed io incuriosito da questa non copertina che assomigliava, e non per scelta, al White Album dei Beatles lo divorai letteralmente completamente rapito da questa voce rauca e carica di emotività a dalla percussività tribale che successivamente scoprii era una sedia. Imparai molti brani ma il mio preferito era Scittrà del quale non comprendevo il profondo significato e che spesso improvvisavo alle feste sui terrazzi suonandolo alla maniera di Enzo con tutti gli amici intorno a far il coro. Lo andai a trovare al mercato dove vendeva le sue cassette e mi presentai un pò goffamente e con timore, sapevo del suo essere un pò diffidente e scontroso, ma come verificai era solo un guscio per difendersi dalla “gente del mondo, infame” . Cosi parlammo di tante cose e sorprendentemente mi disse che aveva sentito parlare di me, cosa che mi inorgoglì, ma di partecipare a questo tributo proprio non gli interessava, ma era incuriosito da quello che ne poteva venir fuori. Enzo era ed è per tutti noi l’integerrimo apostolo della contestazione, assurto a simbolo di un’epoca di lotta e di protesta, che per per il suo esordio da solista, nel 1973, scelse un profilo in apparenza più dimesso, con un LP, Voce e ritmi, dai più conosciuto come Maul per l’omonima canzone dedicata alla sua città natale, Mola di Bari. In realtà, quelle dodici canzoni, “per sedia e sola voce”, dimostravano che il suo amore per gli oppressi era radicato nella sua stessa formazione e cresciuto assieme a lui tra le strade, le barche e le case di tufo di quella terra poggiata sul mare, in reazione alle maldicenze e ai pregiudizi di bigotti e superstiziosi che allignano in ogni paese, tra le sofferte peripezie dei naviganti, contadini e manovali locali e lungo interminabili distese di ulivi.A poco più di dieci anni dalla morte dell’autore, Maul viene ora rivisitato da Vito “Forthyto” Quaranta che, cresciuto come lui tra le case dello stesso paese, ne conosce alla perfezione la lingua e la storia e può dunque non disperdere la ricchezza di assonanze e rimandi presenti nel canto ritmato di Del Re e che questa idea non la ha mai abbandonata considerandola un tacito impegno ma sopratutto un atto d’amore nei confronti di Enzo della sua storia del suo vissuto del suo essere “oltre”, un anima fuori dal motore. Tutt’altro che facile il suo impegno nel progettare la riscrittura di un lavoro al quale si è fortemente legati, senza snaturarne la sua essenza, ed allo stesso tempo confezionare una nuova veste che faccia risaltare tutto il potenziale originario. Un operazione complessissima e conflittuale considerando il peso specifico dell’artista in questione.Bisogna far leva su tutta la propria visione musicale e filtrarla in un contesto storico sociale e culturale a distanza di 50 anni evitando qualsiasi banalizzazione.Per questo il lavoro diventa una sorta di caleidoscopio musicale nel quale confluire visioni e scenari che al meglio enfatizzino le tematiche delle storie narrate.Si, perché si tratta di storie, originariamente prive di qualsiasi concetto armonico ma essenziali nella loro più audace e tribale versione: ritmo e vocalità.Ritmo come pulsazione, afflato cardiaco e generatore di vita, vocalità come melodia e quindi atto della creazione. A quesi elementi cosi primordiali se ne aggiunge un terzo, l’armonia, artificio che tutto insieme tiene e che in tutti gli arrangiamenti esalta il tutto brano dopo brano. E cosi si può passare dal pseudo-tango de “I Manifeste” all’ipnotica trance di certa musica elettronica di “Segnòre ne uarde!” simulata in acustico, dalla tessitura medioevale di “Te iadore e te rengrazzie”, al bolero di “Ammenazz’u murte!” fino ad immergerci negli spazi lontani e sospsesi de “U cande du navegande” giusto per citarne alcuni. Sorretto da musicisti straordinari quanto unici come Marinella Dipalma alla Voce, Giorgio Vendola al Contrabbasso, Francesco De Palma alle Percussioni e Vince Abbracciante Fisarmonica e registrato e mixato a Bari, presso il “Sorriso studio” con Tommy Cavalieri come tecnico del suono. Il progetto va ben oltre la ripubblicazione di un cd pure importante, volendo richiamare l’attenzione sul carattere per molti versi emblematico del percorso di Enzo Del Re: un uomo che, come sostenuto da Loredana Capone, Presidente del Consiglio Regionale della Puglia, nella nota introduttiva al cd-book, “con la sua attenzione e passione al mondo, alle dinamiche politiche, con la voglia di testimoniare con le sue scelte le sue idee, è di diritto un artista/pensatore fuoriclasse”, appartenendo alla schiera di quegli “artisti che sanno essere intellettuali mai banali” e di quei “pensatori che sanno essere musicisti sempre in movimento”.Con le testimonianze di Eugenio Bennato e di Patrizio Fariselli, Il cd-book “Forthyto” rilegge Maul di Enzo Del Re, edito da Squilibri, gli rende una visibilità più giusta, ed indipendente dal credo politico, il suo messaggio è universale e coerente, e tutti noi in questo periodo di falsi miti avremmo bisogno di uomini puri, ed Enzo lo era sicuramente.Tracce e creditsForthyto rilegge Maul di Enzo Del Re, pp. 56, foto e disegni a colori1. I manefiste (3:12)2 A vegghiéine! (4:22)3 Segnore ne uarde! (4:06)4 I prête (3:46)5 Scitterà (6:24)6 U cande du navegande (5:18)7 L’Organéƶƶaƶƶiauna nove (6:03)8 Maule (5:20)9 Marà Luéise (4:53)10 Te iadore e te rengraƶƶie (3:47)11 Ammenazz’u murte! (5:45)12 Matalêne (3:41)Arrangiamenti Vito “Forthyto” QuarantaMarinella Dipalma VoceGiorgio Vendola ContrabbassoVince Abbracciante FisarmonicaFrancesco De Palma PercussioniVito “Forthyto” Quaranta Voce e chitarraTestimonianze di Eugenio Bennato e Patrizio Fariselli.Registrato e mixato a Bari, presso il “Sorriso studio”, da Tommy CavalieriMaule: alcune considerazioni compositive.Progettare la riscrittura di un lavoro al quale si è fortemente legati, senza snaturarne la sua essenza, ed allo stesso tempo confezionare una nuova veste che faccia risaltare tutto il potenziale originario, è un operazione complessissima e conflittuale considerando il peso specifico dell’artista in questione.Bisogna far leva su tutta la propria visione musicale e filtrarla in un contesto storico sociale e culturale a distanza di 50 anni evitando qualsiasi banalizzazione.Per questo il lavoro diventa una sorta di caleidoscopio musicale nel quale confluire visioni e scenari che al meglio enfatizzino le tematiche delle storie narrate.Si, perché si tratta di storie, originariamente prive di qualsiasi concetto armonico ma essenziali nella loro più audace e tribale versione: ritmo e vocalità.Ritmo come pulsazione, afflato cardiaco e generatore di vita, vocalità come melodia e quindi atto della creazione. A quesi elementi cosi primordiali se ne aggiunge un terzo, l’armonia, artificio che tutto insieme tiene e che in tutti gli arrangiamenti esalta il tutto brano dopo brano.“I Manifeste” raccoglie in se già tutta questa carica emotiva di musica dal mondo con una sorta di pseudo tango a mediare la forzata passione di una generazione costretta ad uno sviluppo demografico.Nella “A vegghièine!” la tessitura armonica fa da sfondo, suggerendo una musica da scena tanto cara ad Erik Satie, un minimalismo sottile tanto inquietante a sottolineare l’inadeguatezza di un sistema scolastico spesso fuori dal tempo.Il disagio interiore raccontato in “Segnòre ne uarde!” rimanda direttamente alla ipnotica trance di una certa musica elettronica espressa con strumenti analogici dei primi anni ’70 qui completamente suonata con strumenti acustici. Una cavalcata west coast sfocia in tutta la sua passione nella rivoluzionaria “I prête” spingendo la tensione ritmica con grande energia rendendo quasi visibile la sofferenza di chi “Non attacca più l’asino dove dice il padrone”.In “Scitterà” le credenze popolari ma più specificatamente il tema della diversità si adattano ad una dimensione musicale ecclesiastica per sfociare poi in una sorta di canzone francese alla Jacques Brel combinata ad una velata forma di tarantella che scandisce la composizione in un fragoroso crescendo.“U cande du navegande” è il brano della quiete, degli spazi lontani e sospesi, di un Mediterraneo stellato ed intimo è la musica che descrive, dipinge, scenari dell’anima con i quali non si fa mai pace. E’ la musica di una comunità che per il mondo ha navigato e continua a farlo lasciando ovunque pezzi di sé e prendendo a sua volta gli umori della Terra. Se dovessimo catalogare Enzo del Re in uno stile probabilmente quello del Blues sarebbe quello più ideale. Una musica ed una poetica grezza ma viva, scarna ma profonda. Per questo “L’organézzazziauna nove” ben si adatta ad una sorta di Blues lento in 12/8 con una vocalità che raccoglie la malinconica espressività delle mondine in una dimensione contemporanea. “Maule” è una dimensione ideale ma impossibile, come forse tutti i luoghi natii. Si raccolgono sensazioni, umori e memoria che come tali, vengono tutti racchiusi in uno spazio musicale che non esiste se non nella nostra idea e lì rimangono per essere ascoltati all’infinito per dire a noi stessi che siamo vivi.La musica latina e quel suo incipit di ingannevole leggerezza sostiene l’amore che sfugge al tempo di “Marà Luèise”. Una leggerezza che tende ad esorcizzare un malessere ed un disagio spesso taciuto e nascosto. Ha un sapore medioevale la tessitura di “Te iadore e te rengrazzie”, uno spirito da giullare che ironicamente prende in giro se stesso per non soccombere sotto le insidie di una sempre più insidiosa iniquità sociale.Se penso ad “Ammenazz’u murte!” penso ad un bolero. Un incessante, costante ed ossessionante andamento che come il tempo, scandisce dal primo all’ultimo respiro la vita. Una danza che in maniera sinuosa si muove fra gli accadimenti ed i mutamenti di un esistenza.“Matalêne" è un inno alla speranza. La gioia di un canto semplice ma non per questo banale, ricco di quel sentimento popolare che affonda le radici nella sua comunità con tutte le sue contraddizioni e la sua voglia di riscatto. Vito Quaranta, alias Forthyto, è un raffinato ricercatore musicale dal cristallino talento chitarristico e compositivo. AlessandroStaiti, Chitarre.Chitarrista, compositore, didatta, direttore artistico Musicando. Diplomato in Musica jazz presso il Conservatorio N. Rota diMonopoli. Ha studiato Musica Improvvisata frequentando seminari tenuti da G.Gaslini, F.D’Andrea, B.Mover, S.Battaglia.S.Henderson. Ha partecipato ai corsi di Mister Jazz a Ravenna con J. Diorio, M. Stern, P. Metheny e M. Goodrick. Ha frequentatol' American Institute of Guitar di New York. E’ leader di una formazione denominata FORTHYTO con la quale ha pubblicato,composto arrangiato e prodotto “Seeming Calm” (Splasc(H) “Radio Interference” (Dodicilune), “Orizzonti Sottili” (C&amp;M Editore) e“Forthyto rilegge Maul di Enzo Del Re” (Squilibri Editore). Si è esibito tra gli altri con Billy Hart, Bob Mover, Antonello Salis,Eugenio Colombo, Steve Potts, Massimo Manzi, Gianni Lenoci, Roberto Ottaviano, Luca Aquino. Semifinalista nel concorsointernazionale “International Songwriting Competition” selezionato tra oltre 20.000 candidati di 199 Paesi, nel 2012 e 2013.www.forthyto.comEnzo Del Re, all'anagrafe Vincenzo Del Re (Mola di Bari, 24 gennaio 1944 – Mola di Bari, 6 giugno 2011), è stato un cantastorie e corpofonista italiano originario di Mola di Bari. E’ stato l’interprete più autentico di una stagione di impegno civile nella quale la canzone di lotta e di protesta animavano il sogno di una società diversa. Con uno stile e un linguaggio inconfondibili, schioccando la lingua, tecnica chel ui chiamava “linguafono”, e percuotendo la sedia è stato protagonista di memorabili esperienze culturali e teatrali al fianco di Dario Fo e Franca Rame e Pino Masi. I suoi dischi, “Maul” e “Il banditore”, sono distribuiti da piccole etichette e di fatto venduti durante i suoi concerti o nel corso di manifestazioni politiche varie, racchiudono sia sue composizioni che brani tradizionali riarrangiati. Il suo brano più famoso è Lavorare con lentezza, composto nel 1974 e utilizzato dalla piccola emittente radiofonica bolognese Radio Alice come sigla di apertura e chiusura delle proprie trasmissioni. Questo brano ha suggerito a Guido Chiesa il titolo per un suo film del 2004.Il suo lascito è fondamentale e tutto ancora da scoprire e rivalutare per la canzone d’autore italiana.Eccoci anche alcuni estratti ad recensioni del lavoro:L’intensa e convincente rivisitazione che Vito “Forthyto” Quaranta, anch’egli di Mola di Bari, ha voluto fare del capolavoro dialettale del cantore e cantastorie suo conterraneo, Enzo Del Re (...) . Ne viene fuori un sound caldo e mediterraneo, che –unitamente al canto particolarmente partecipe di Quaranta- non tradisce né stravolge le scelte, a suo tempo assai più minimaliste, dell’autore originale. Walter De Stradis, I viaggi di GulliverOperazione delicata e difficile, brillantemente risolta nel rispettare le caratteristiche originarie, con l’avvio tamburellando e con l’aerofono a ricamare su alcuni cavalli di battaglia come “I prete” o dando una energica veste blues a “Marà Luéise” e inventando una tranquilla struttura armonica per l’indimenticabile “Scitterà”. Fino all’ironico, quasi litania religiosa, invocazione stradaiola, “Te iadore e te rengrazzie”, nel filone di quel folk popolare dalla parte degli oppressi (come Padrone mio ti voglio arricchire di Matteo Salvatore o Qua si campa d’aria di Otello Profazio). Flaviano De Luca, Il manifestoUn bellissimo album (...) Le canzoni, arricchite da Forthyto, pure lui di Mola, di arrangiamenti che non ne scardinano l'originale carica protestataria e melodica, sembrano aggiornare gli umori e le idiosincrasie di un’epoca. Fabio Francione, Il cittadino Forthyto omaggia splendidamente l’iconico disco, arricchendo ogni brano di una veste armonica (...) Emozionante e suggestivo ricordo di un cantastorie radicale. Viviana Berardi, VinileQuaranta ne ha salvato, oltre ai testi, le melodie, un tempo nude, vestendole di armonie e strumentazioni nuove di zecca, ispirandosi ai materiali popolari o lavorando di fantasia. Il risultato è una musica che si muove tra invettiva ed elegia, dove c'è spazio per la canzone dell'amore perduto (Segnore ne guarde) e per l'apologo anti-razzista (Scitterà). DA LEGGERE E DA ASCOLTARE .Fabrizio Versienti, Il corriere del mezzogiornoForthyto ha riarrangiato con saggia decisione e acume i brani per un quintetto jazz e folk, conscio di non poter competere con la petrosità anarchica del concittadino, che di certo avrebbe approvato l’omaggio. Piercarlo Poggio, AudioreviewLa veste musicale che Forthyto tesse chirurgicamente sul canto scarno dell’anarchico “con il basco rosso”, potpourri di tradizione, politica e legame con la propria terra, è emotivamente profonda e travolgente. I raffinati e ricchi arrangiamenti non snaturano i tratti popolari originari che, anzi, si accentuano e si ricaricano per affrontare la contemporaneità. Leonardo Vita, Libero pensieroBellissimo libro-cd per i sempre meritori tipi di Squilibri Editore (...) Il risultato è veramente ottimo, intenso e coinvolgente. Alberto Bazzurro, MusicaJazz La ripresa che ne offre è in chiave attuale e corposa (...) I testi radicali e carichi di pathos, sempre dal punto di vista dei più poveri e sfruttati, che Forthyto si impegna a cantare nella maniera ritmata dei cantastorie, e le melodie minimali e dirette, spesso riprese dalle canzoni popolari, diventano ballate ancora attuali e vive. Raffaello Carabini, spettakolo.itOperazione riuscita, che non toglie nulla alla primigenia ispirazione (...) e che semmai aggiunge energia e contemporaneità, con un l'arrangiamento di Forthyto, essenziale, rispettoso, ma efficace (...) Disco fondamentale, dunque, per immergersi nel mondo visionario e poetico di un cantautore mai abbastanza celebrato Laura Bianchi, MescalinaIl disco vede i dodici brani rinascere in una nuova veste che esalta l’apparato ritmico e vocale e risplendono grazie ad una ricerca armonica volta ad esaltare l’attualità, i temi e la prepotente intensità dei testi Salvatore Esposito, BlogfoolkVito “Forthyto” Quaranta lo rilegge e reinterpreta con nuovi arrangiamenti per chitarra, basso, fisarmonica che non fanno altro che esaltare l’arte di Enzo Del Re (...) Disco duro come le storie che rappresenta; sempre dalla parte degli ultimi.Andrea Trevaini, BuscaderoQuesta rilettura di Maul si configura come un’opera di recupero fondamentale per la canzone italiana, non solo perché riporta alla luce un patrimonio che rischiava di restare dimenticato, ma anche perché lo fa con la competenza di un musicista che ha vissuto negli stessi luoghi raccontati dall’autore, riuscendo, impresa non facile, a dare veste musicale a composizioni nate per sola voce e ritmo, senza che questo appaia forzato o posticcio.Giorgio Zito, Tom Tom RockUn’opera di recupero delle tradizioni che ha trovato in Vito ‘Forthyto’ Quaranta il terminale perfetto. Dodici tracce per un eccellente amalgama di suoni, riposizionamenti, incalzanti melodie, energici battiti. Atmosfere quasi ancestrali che si susseguono in preda a liriche r(e)sistenti. Umori, sensazioni del vivere quotidiano che si coniugano a una polivalente ricerca musicale, ricca di interessanti dettagli. Massimo Pirotta, L’isola che non c’era]a cura di Angelo Pantaleo[
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- **Event Categories**: music, entertainment, parties, concerts, contests, dance
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## Ticket Details

- **Ticket Price Range**: min: 0, max: 0, currency: AED

## Event venue details

- **city**: Bari
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- **country**: Italy
- **location**: Storie Del Vecchio Sud
- **lat**: 41.1131148
- **long**: 16.8706317
- **full address**: Storie Del Vecchio Sud, Via Buccari, 120, 70124 Bari BA, Italy, Bari

## Event gallery

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## FAQs

- **Q**: When and where is ascoltiamo con Forthyto il suo cd-book “Forthyto rilegge Maul di Enzo Del Re", edito da Squilibri being held?
  - **A:** ascoltiamo con Forthyto il suo cd-book “Forthyto rilegge Maul di Enzo Del Re&quot;, edito da Squilibri takes place on Wed, 11 Feb, 2026 at 09:00 pm to Wed, 11 Feb, 2026 at 10:00 pm at Storie Del Vecchio Sud, Via Buccari, 120, 70124 Bari BA, Italy, Bari.
- **Q**: Who is organizing ascoltiamo con Forthyto il suo cd-book “Forthyto rilegge Maul di Enzo Del Re", edito da Squilibri?
  - **A:** ascoltiamo con Forthyto il suo cd-book “Forthyto rilegge Maul di Enzo Del Re&quot;, edito da Squilibri is organized by STORIE A 33 GIRI. Storie di Long Playing.

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